SANIFICAZIONE AMBIENTALE

L’emergenza sanitaria che stiamo vivendo e che sta dominando così imperativamente la nostra vita privata, ha avuto conseguenze ovvie anche su tutti gli aspetti legati al mondo del lavoro. Siamo costretti ad affrontare quello che i media oggi definiscono la nuova normalità, caratterizzata da un costante bisogno di distanziamento sociale e operazioni da svolgere al fine di rendere l’ambiente più igienico possibile.

In questo contesto abbiamo visto ampliarsi in maniera esponenziale l’offerta di prodotti e dispositivi per la sanificazione ambientale, ma siamo sicuri di conoscere l’esatto significato dei termini con cui veniamo quotidianamente bombardati? Con le informazioni di cui disponiamo, siamo in grado di comprendere il funzionamento ed i risultati ottenibili con i diversi prodotti e le tecnologie che ci vengono proposte? Proviamo a fare un po’ di chiarezza in merito.

Che cosa significa sanificare e/o fare attività di disinfezione?

In parole semplici, per attività di sanificazione si intende il complesso di procedimenti ed operazioni di pulizia e/o disinfezione effettuati per rendere sano l’ambiente e buona la qualità dell’aria.

Un disinfettante è una sostanza di natura chimica in grado di ridurre la quantità di agenti patogeni (batteri, virus, funghi). L’attività di disinfezione riguarda il complesso di operazioni destinate ad abbattere la carica microbica nell’ambiente e che per svolgere tali attività fanno uso di prodotto disinfettanti, che possono essere biocidi o presidi medico-chirurgici (soggetti alla normativa nazionale).

Tecnologie e prodotti disponibili per la sanificazione ambientale

Molte sono le tecnologie ed i prodotti per la sanificazione dell’aria e delle superfici attualmente disponibili sul mercato, basati su principi attivi e tecnologie diverse. Ognuna di esse presenta dei vantaggi oppure inconvenienti connessi alle modalità di utilizzo o limiti del prodotto stesso. Tra le più diffuse troviamo le seguenti:

SANIFICAZIONE TRAMITE PRODOTTI CHIMICI

Prodotti detergenti, igienizzanti o disinfettanti da applicare direttamente sulle superfici da sanificare, generalmente a base di alcol etilico al 62-71% V/V, perossido di idrogeno allo 0,5% o ipoclorito di sodio allo 0,1% cloro attivo per almeno 1 minuto (candeggina).

La semplicità di utilizzo ne rappresenta il principale vantaggio, mentre i limiti sono rappresentati da:

  • Ambito sicurezza, per effetti avversi, anche gravi, legati all’ingestione, inalazione o contatto con il prodotto
  • Efficacia disinfettante che risulta compromessa in caso di utilizzo diverso dalle indicazioni riportate nella scheda tecnica del prodotto o se il tempo di contatto è inferiore al necessario
  • Sanificazione delle sole superfici trattate, esclusa, quindi, la sanificazione dell’aria e delle superfici non trattabili con prodotti chimici aggressivi
  • Inquinamento ambientale, inevitabile con utilizzo di prodotti chimici

SANIFICAZIONE TRAMITE UV-C

La tecnologia che impiega raggi UV-C riproduce un fenomeno naturale, indirizzando gli effetti dannosi dei raggi dove serve, ossia per la distruzione di agenti patogeni presenti nell’aria e sulle superfici. Generalmente si tratta di lampade che funzionano per irradiamento; le superfici illuminate dai raggi e l’aria compresa nel raggio di azione vengono sanificati. Sul mercato sono presenti apparecchiature ad UV-C che impiegano lunghezze d’onda tali da ridurre o eliminare i sottoprodotti dannosi dell’effetto, come ad esempio la conseguente produzione di ozono, oltre che apparecchiature dotate di sensori che interrompono il funzionamento in caso di presenza uomo (o animali) nell’ambiente. 

I limiti principali sono i seguenti:

  • Raggio d’azione limitato alla superficie irradiata (le zone in ombra non vengono sanificate)
  • In caso di apparecchiature che trattano principalmente aria attraverso UV-C, solamente l’aria aspirata viene trattata (non vi è garanzia che tutta l’aria presente nell’ambiente venga sanificata)
  • Non può essere utilizzata in presenza dell’uomo

Tra le tecnologie presenti sul mercato troviamo anche dispositivi che sanificano tramite vapore oppure vapore secco, quelli a micronebbie sanificanti che utilizzano prodotti chimici da nebulizzare nell’ambiente, così come i sanificatori ad ozono di cui cercheremo di illustrare i benefici e rischi.

Focus sulla sanificazione ad ozono

Il gas ozono ha effetti ossidativi ed è in grado di degradare velocemente i composti organici (attività di sanificazione). Quando impiegato a concentrazioni elevate, l’ozono inattiva anche una vasta gamma di agenti patogeni, come batteri, virus, protozoi. Per quanto concerne l’attività dell’ozono quale virucida, è noto che l’inattivazione dei virus avviene rapidamente quando utilizzato a concentrazioni alte; sono, infatti, necessarie concentrazioni superiori rispetto a quella necessaria per abbattere i batteri.

Ad oggi, non vi è alcuna ricerca riguardante l’efficacia specifica sul SARS-CoV-2. Nel rapporto Rapporto ISS Covid-19 56_2020 , si legge che l’assenza di dati specifici di disinfettante biocida è comune a diversi disinfettanti in commercio e che per tutti, ozono incluso, non sono ancora disponibili dati relativi a test specifici riguardo all’efficacia contro il SARS-CoV-2.

Il Ministero della Salute nella Nota del 22 febbraio 2019 – Direzione Generale dei Dispositivi Medici e del Servizio Farmaceutico, relativa a Etichettatura prodotti disinfettanti– chiarisce che “Anche i prodotti che riportano in etichetta “sanitizzante/ sanificante” si considerano rientranti nella definizione di prodotti biocidi”. Bisogna, tuttavia, porre l’accento sul fatto che l’ozono è una sostanza/principio attivo attualmente in fase di revisione e che non ha completato l’iter di valutazione. Nello stesso Rapporto ISS si legge anche che “Per quanto riguarda specificamente l’efficacia contro il SARS-CoV-2, un’azione disinfettante è, in linea di principio, del tutto plausibile considerando i meccanismi di azione dell’ozono”.

Dal punto di vista normativo, pertanto, l’ozono può essere commercializzato solo ed esclusivamente come sanificante, che dovrebbe essere utilizzato in sinergia con altri metodi di pulizia e disinfezione.

RISCHI CONNESSI ALL’UTILIZZO DELL’OZONO

L’ozono è un gas pericoloso che presenta effetti tossici per l’organismo, potenzialmente fatali a concentrazioni elevate. La sua tossicità è legata al suo stesso meccanismo di azione in quanto sostanza ossidante, che può procurare danni permanenti a membrane cellulari con lesioni ai tessuti direttamente esposti, come il sistema respiratorio, occhi, mucose, cute.

A livello nazionale, la normativa attuale non include alcun Valore Limite per l’Esposizione Professionale (VLEP) all’ozono ed in assenza di indicazioni in tal senso il riferimento adottato è quello dei TLV®–TWA dell’American Conference of Governmental Industrial Hygienists (ACGIH), come per gli altri Stati Membri della UE (valore limite per una giornata lavorativa di 8 ore va da 0,1 mg/m3 in caso di lavoro pesante, a 0,2 mg/m3 in caso di lavoro leggero).

UTILIZZO PROFESSIONALE IN BUONA PRATICA

Sono attualmente disponibili in commercio diversi modelli di generatori, con capacità di produzione di ozono diverse. Molto spesso le apparecchiature vengono promosse come disinfettanti innocui e salutari, funzionanti a base naturale ma, come visto in precedenza, la pericolosità dell’zono è assolutamente da non sottovalutare in quanto esso presenta delle proprietà ben diverse dall’ossigeno.

La sanificazione degli ambienti tramite ozono deve essere gestita con una necessaria valutazione del rischio di esposizione, sia per gli operatori che per i lavoratori che soggiornano negli ambienti trattati. A causa delle sue ben note proprietà tossicologiche, la sanificazione ambientale deve tassativamente avvenire in assenza di persone, avendo cura di utilizzare una dose e tempo di impiego sufficienti ad eliminare microorganismi e virus. Sebbene il gas ozono sia riconoscibile dall’odore caratteristico, che può aiutare ad identificare la permanenza dello stesso e la fase attiva di pericolo, non bisogna assolutamente fare affidamento all’olfatto in quanto si è soggetti ad una veloce assuefazione che ne attenua la percepibilità. Prima di poter soggiornare nei locali trattati, bisogna tenere conto dei tempi necessari per la riconversione dell’ozono in ossigeno, che può essere ottenuta attraverso sistemi forzati (catalizzatori), oppure mediante il naturale decadimento del gas, per il quale di norma è necessario attendere un paio di ore prima di poter accedere ai locali.

Si raccomanda, inoltre, di limitare l’utilizzo delle apparecchiature ad ozono a solo uso professionale e di effettuare una attenta formazione degli operatori.

CUBO3, sanificazione professionale sicura tramite ozono

CUBO3 è un dispositivo di generazione, controllo e abbattimento dell’ozono, destinato alla sanificazione dell’aria e superfici. A differenza degli altri generatori di ozono, CUBO3 produce una minore e controllata quantità di ozono, la quale viene calcolata in automatico dall’apparecchiatura, in base al volume dell’ambiente. L’apparecchiatura è dotata di affidabili sensori di rilevamento e concentrazione dell’ozono, oltre a sensori per il rilevamento di temperatura e umidità dell’ambiente, altri fattori che incidono sulle concentrazioni necessarie per la sanificazione ed il relativo tempo di decadimento dell’ozono residuo.

Un ulteriore vantaggio garantito dal generatore CUBO3 è rappresentato dalla totale gestione in remoto tramite app (Android / iOS), che permette di ridurre le fasi di rischio per l’operatore.

Il funzionamento del generatore CUBO3 si divide in tre fasi:

1. FASE DI CONDIZIONAMENTO

Questa fase è rappresentata dall’erogazione di ozono fino al raggiungimento della concentrazione necessaria per il trattamento dell’area, in base al volume inserito tramite app (Android / iOS). La gestione in remoto garantisce la massima sicurezza per l’operatore, che in questa maniera non viene esposto ai rischi connessi all’uso durante l’avvio dell’apparecchiatura. CUBO3 calcola in totale autonomia la concentrazione di ozono da erogare ed il tempo necessario per la sanificazione. L’operatore è in grado, durante tutto il processo, di verificare i valori e le percentuali di ozono rilevate nell’ambiente.

2. FASE DI SANIFICAZIONE

Questa fase è rappresentata dalla permanenza e da una efficiente diffusione nell’ambiente dell’ozono prodotto. CUBO3 produce solamente la quantità necessaria per il volume da trattare, evitando la produzione in eccesso per ridurre i rischi connessi. Il gas prodotto viene distribuito nell’ambiente grazie alle potenti ventole di cui è dotato il dispositivo, le quali garantiscono una diffusione uniforme ed il ricircolo efficiente, che aumenta il contatto con le superfici da sanificare. L’accuratezza delle percentuali di ozono rilasciate e rilevate, durante e post il ciclo di sanificazione, è garantita dai sensori di rilevazione di ozono, temperatura e umidità ambientali installati.

3. FASE DI ELIMINAZIONE DEL GAS RESIDUO

Come noto, prima di poter soggiornare negli ambienti sanificati è necessario convertire l’ozono prodotto in ossigeno ed abbassarne la concentrazione sotto la soglia di pericolo. Durante questa fase CUBO3 cessa di produrre ozono ed esegue un ricircolo forzato dell’aria con il solo utilizzo delle ventole. L’esatta durata di questa fase viene calcolata dall’apparecchiatura stessa e permette all’operatore di rilevare le percentuali residue tramite app (che avvisa della concentrazione troppo elevata e relativa fase di pericolo). È possibile, tuttavia, lasciare la ventola in funzione fino al momento di soggiornare nell’ambiente, al fine di abbassare al minimo le percentuali di ozono residuo.

Conclusioni e raccomandazioni

Alla luce delle informazioni disponibili e come riportato dallo stesso ISS nel “Rapporto ISS COVID-19 56_2020”, seppur non ancora terminato l’iter di valutazione, l’ozono può essere utile per la sanificazione ambientale. Considerando, però, i rischi connessi, se ne consiglia solamente un uso professionale e con precauzioni d’impiego ben precise che devono essere adottate.

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